SHOTOKAN YUDANSHAKAI Associazione Sportiva Dilettantistica
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[L'opera in testata è del Maestro Shuhei Matsuyama, www.shin-on.com]
KARATE-DO

 

“A MISURA DI BAMBINO”
Un costante lavoro sulla coordinazione e la mobilità articolare rappresentano i primi passi che i giovani praticanti di karate imparano ad eseguire. Seguiranno la conoscenza e il rispetto delle regole “marziali” verso i maestri, i compagni, il grado e il dojo. Un utile percorso formativo che li porterà ad un livello più profondo di conoscenza e di equilibrio psicofisico.

Come si svolgono i corsi

Attività propedeutiche
ogni lezione inizia privilegiando gli aspetti ludico-formativi che utilizzano il gioco per aiutare i piccoli praticanti a effettuare un riscaldamento motorio.

Programma didattico
I bambini imparano la coordinazione e la percezione dello spazio, il rispetto per gli altri. L’apprendimento di ogni gesto può essere impossibile se prima il bambino non ha appreso gesti più semplici che fungono da “mattoni” per costruire quello più complesso. A partire dai sei anni, quindi, l’apprendimento motorio deve avvenire sempre per gradi e favorendo l’espressione spontanea ed individuale, in forma gioiosa e ludica, si impara dai propri errori.
L’insegnante ha il compito di stimolare le capacità autocorrettive dell’allievo, inserendovi elementi motivanti l’attenzione e la ripetizione, anche per evitare che il bambino, sopraffatto dall’insuccesso o dalla frustrazione e dal rimprovero, non voglia ripetere l’esperienza.

Esami
Ogni passaggio di grado è accompagnato da un esame che viene organizzato all’interno delle ore di lezione. Generalmente si effettuano due esami all’anno, a gennaio-febbraio e a giugno. L’esame di cintura nera, invece, si effettua con la Federazione FIKTA a livello regionale.


Qualche piccolo consiglio per i genitori

  • La richiesta di svolgere un’attività fisica organizzata come il karate deve provenire dal bambino
  • E' importante che l’attività venga prospettata, sia da parte dei genitori che degli insegnanti come un qualcosa di divertente, che “è bello fare”
  • Il karate deve costituire un momento equilibratore e liberatorio, gestito da un istruttore preparato per favorire la crescita psichica ed emotiva dell’allievo
  • Evitare lo stress agonistico: un atleta maturo deve avere una carica psicologica tale da farlo lottare fino alla fine, in gara, contro il suo avversario, anche se si tratta del suo migliore amico. In un bambino, però questo significherebbe caricarlo della pressione di un intero ambiente affettivo: genitori, allenatore, compagni a cui egli tiene. L’ansia potrebbe essere maggiore del piacere della pratica sportiva. Ecco perché la specializzazione agonistica va affrontata in una età più matura.