SHOTOKAN YUDANSHAKAI Associazione Sportiva Dilettantistica
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[L'opera in testata è del Maestro Shuhei Matsuyama, www.shin-on.com]
KARATE-DO

 

Il Karate Tradizionale

Il Karate Tradizionale è un’arte di autodifesa personale che utilizza il corpo umano nei modi più efficaci; vengono usate tecniche di parata, di pugno, di percossa e di calcio, combinate con i relativi spostamenti. Attraverso il Karate Tradizionale l’Uomo riceve il modo per ampliare e migliorare le capacità fisiche e mentali.
Con la continua ricerca di miglioramento tecnico, sopravviene un ampliamento di tutte le capacità umane.
Mentre il livello di ogni grado può essere ben determinato e raggiunto attraverso una fedele esecuzione delle tecniche, la ricerca di sviluppo del Karate Tradizionale non ha limiti.
L’espansione delle capacità umane e la potenzialità da raggiungere sono traguardi che richiedono una continua ricerca.

La pratica del Karate Do
Secondo la tradizione, gli strumenti per la pratica del Karate sono tre: Kihon (esercizio di tecnica di base), Kata (esercizi formali) e Kumite (esercizio per la pratica del combattimento).

Il Kihon
La pratica del Kihon consiste nell’eseguire singolarmente o in combinazione le varie tecniche, ripetendole più volte al fine di interiorizzarle e renderle istintive. Prima lentamente, poi velocemente, ogni singolo colpo viene analizzato e compreso nella sua forma ideale; la dinamica di ogni movimento accuratamente studiata per ottenere la massima efficacia. Durante questa pratica, oltre che imparare gradualmente e sistematicamente le tecniche e comprenderne i principi, l’allievo impara ad usare correttamente la propria energia, la respirazione ed il funzionamento del proprio corpo.

Il Kata
Il sapere tecnico del Karate è codificato nei Kata, esercizi che si ripetono nel corso degli allenamenti e servono a trasmettere tale sapere.
Il Kata è un insieme di parate, contrattacchi, spostamenti che si svolgono secondo ordine, ritmo e coordinazione precisa e che simboleggiano un combattimento reale contro più avversari.
Nel Kata è importante capire il significato dei movimenti ed esprimerlo evidenziando sia la successione delle tecniche di difesa e contrattacco, che quella degli ipotetici avversari.
L’allenamento quotidiano conferisce la calma necessaria non solo per una armoniosa conduzione dei Kata, ma anche della vita. Abitua a concentrare lo spirito ed il pensiero su un punto e su quello solo.
Nei Kata nulla è superfluo, ogni movimento è stato profondamente studiato dai grandi Maestri che li hanno codificati, ognuno con uno scopo preciso: alcuni per plasmare il corpo rafforzando e potenziando muscoli e ossa, altri per acuire i riflessi e stimolare la velocità.

Il Kumite
Il Kumite è il combattimento tra due avversari, nel corso del quale vengono applicate le tecniche apprese durante l’allenamento formale.
Il combattimento deve essere affrontato con serenità di spirito, lealtà e correttezza, con la piena convinzione di dover rispettare la capacità tecnica, la dignità personale e l’integrità fisica dell’avversario.
Per raggiungere questo risultato si deve profondere il massimo impegno fisico e psichico, mantenere la maggiore concentrazione ed impiegare tutta la forza e la potenza nell’esecuzione delle tecniche.
Questo costituisce una prova di rispetto verso l’avversario, una dimostrazione che non lo si sottovaluta, rappresenta un impegno di onestà personale, poiché nessuna tecnica deve essere portata con l’intenzione di ferire.

La potenza impiegata, la forza profusa, l’impegno espresso non sono che un modo per raggiungere un livello sempre più alto, aiutando nel medesimo tempo gli altri a conseguire lo stesso scopo. Il combattimento viene suddiviso in tre forme classiche: fondamentale, semilibero e libero. Può essere condotto tra due o più avversari, con accorgimenti esecutivi di varia natura, a seconda delle tecniche impiegate e dei fini che si vogliono perseguire.

Le origini
La codificazione del Karate Tradizionale raggiunse il suo completamento nel 1930 in Giappone dopo una lunga evoluzione.
Le tecniche di base vennero tratte dal To-De, l’arte di combattimento a mani nude sviluppatasi a Okinawa verso la fine del XIV secolo, quando il governo locale proibì alla popolazione il porto di qualsiasi tipo di arma.
Il To-De, a sua volta, aveva tratto le sue origini dal chuan-fa, l’arte di combattimento cinese nota più di mille anni prima.
Quando le basi tecniche del To-De furono aggiunte alla filosofia del Budo, diedero inizio alla formazione del Karate Tradizionale.
Ciò avvenne intorno al 1600, quando le varie arti marziali si fusero sia nei principi tecnici che nella filosofia, dando origine ad una continua ricerca per il più alto sviluppo dell’uomo.